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Scenario EU+: Vertice crisi dell'UE; decisioni alla tavola rotonda (www.diepresse.com)

UE+: "Bruxelles" come sempre!

1. L'Unione sempre più stretta


 

a) L'Unione oggi

 

Negli ultimi 60 anni, l'UE è cresciuta dalla Comunità economica europea (CEE) con 6 paesi a un'Unione sempre più centralizzata e molto più grande con (dopo la Brexit della Gran Bretagna) 27 paesi e 24 lingue ufficiali e un mercato con circa 450 Milioni di abitanti sviluppati.

 

"Bruxelles" (l'élite politica, economica e sociale dell'UE)  vuole continuare ad integrarsi, centralizzarsi e espandersi: 

  • Il mercato unico dell'UE (mercato comune di beni, servizi, persone e capitali) sarà rafforzato. Una politica fiscale ed economica comune (con un governo economico UE, delle tasse UE e con il trasferimento dei pagamenti dai membri più ricchi a quelli meno ricchi) servirà a superare la crisi dell'euro e l del debito ed a evitare future crisi simili. 
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  • Una politica estera e di difesa comune (compreso un esercito europeo) deve consolidare l'importanza internazionale e globale dell'UE. Con l'adesione di altri paesi all'Unione, il suo corso di espansione sarà proseguito nei Balcani con Albania, Macedonia settentrionale, Serbia e Montenegro e inoltre con la Turchia e l'Ucraina.
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  • Da lungo, l'UE cerca di mettere in piedi una politica europea comune per i rifugiati e recentemente, da Corona, la centralizzazione della politica sanitaria alll'UE per far fronte alle future pandemie.

 

 

 

 

b) Democratizzazione? 

 

Della necessità di democratizzare l'UE si parla da lungo anche a «Bruxelles», soprattutto in favore di governo eletto democraticamente al posto della Commissione attuale e un Parlamento solo responsabili della legislazione dell'Unione.

 

Tuttavia, una tale democratizzazione non si può fare senza una nuova costituzione UE e quindi senza l'approvazione di tutti i paesi membri. Un primo tentativo di creare una nuova costituzione (2003-2009) si è rivelato estremamente difficile. In Francia e nei Paesi Bassi, questo progetto è stato respinto nei referendum nazionali; tuttavia, questi plebisciti furono ampiamente ignorati nel Trattato di Lisbona, causando frustrazione per molti cittadini ingannati.

 

I referendum paneuropei sono categoricamente respinti da "Bruxelles" (ad esempio su questioni fondamentali quali la divisione dei poteri tra l'UE e i suoi paesi membri e l'ammissione di nuovi paesi membri).

 

La stragrande maggioranza dei politici a livello dell'UE e degli Stati membri chiede energicamente un'ulteriore centralizzazione dell'Unione, ma come sempre, senza dare ai cittadini la possibilità di pronunciarsi nei referendum che ostacolerebbero in modo massiccio il processo decisivo di integrazione dell'UE, sopraffarrebbero i cittadini e quindi non potrebbero risolvere questioni complesse, e per di più ridurrebbero il potere di "Bruxelles" e dei suoi politici e compromettrebbero di continuo le loro decisioni (vedi riquadro "Democrazia diretta e parlamentare").

 

 

 

 


2. USE:  Stati Uniti d'Europa

 

a) Obiettivi

 

A lungo termine, secondo molti politici dell'UE, lo scenario UE+ "Avanti come sempre" dovrebbe portare agli Stati Uniti d'Europa (USE). Come nuova potenza mondiale, l'USE dovrebbe svolgere un ruolo globale politico, economico e militare primordiale.

 

Se l'USE copiasse effettivamente gli Stati Uniti, la Commissione, il Parlamento e il Consiglio dell'UE avrebbero molto di più da dire nella loro nuova funzione di dirigenti (presidente e governo) e legislativo (parlamento con due camere) che nell'UE di oggi.

 

Come negli Stati Uniti, i cittadini europei potrebbero eleggere nell'USE il parlamento e il Presidente, che potrebbe prendere lui stesso molte decisioni importanti (anche in materia di guerra e pace). Tuttavia, difficilmente ci si aspetterebbe referendum pan-europei, se non altro perché la nuova potenza mondiale secondo il suo motto "Prima l'Europa!" certamente non vorrebbe mettere a repentaglio la sua propria capacità di agire nelle crisi permanenti. 

 

b) Attuazione

 

L'allineamento completo delle nazioni europee secondo il modello degli stati confederali americani sarebbe probabilmente molto più difficile che nel melting pot degli Stati Uniti - data la grande diversità delle lingue, delle culture e della storia molto diversa dei paesi europei, ad esempio nel periodo coloniale, nella prima e nella seconda guerra mondiale e nella guerra fredda.

 

L'USE dovrebbe basarsi senza nessun dubbio su una nuova costituzione, che potrebbe essere elaborata e attuata in linea di principio come nel 2003/09, al primo tentativo di creare una costituzione per l'UE.

 

Tuttavia, a causa dell'esperienza poco convincente fatta con questo primo tentativo, e dell'immensa importanza di una nuova costituzione europea, sarebbe assolutamente indispensabile una procedura più democratica con il coinvolgimento di noi cittadini, soprattutto nell'elezione di un consiglio costituzionale e in un referendum in ogni paese per la ratifica della nuova costituzione.

 

 

 


3. Potenza mondiale o progetto di pace?

 

a) Sintesi

 

Lo scenario UE+ di un'Unione sempre più stretta e più forte è presentato da "Bruxelles" come l'unico modo praticabile e realistico per il futuro dell'Europa. Le crisi (euro, rifugiati, Corona, cambiamento climatico ...) sono quindi utilizzate sistematicamente per aumentare la sfera di influenza dell'UE; i referendum sarebbero un ostacolo maggiore a questo.

 

Alla luce dei continui disaccordi tra i paesi membri, tuttavia, una tale Unione sempre più stretta - e quindi l'USE ancora di più - sembra quasi impossibile. Le necessarie modifiche alla costituzione fallirebbero perché i paesi non potrebbero - all'occorrenza - mettersi d'accordo all'unanimità come prescritto.

 

Una confederazione sussidiaria e decentralizzata, in cui tutti gli Stati partecipanti conserverebbero la loro identità culturale e in cui noi cittadini avremmo voce in capitolo potrebbe essere più accettabile (scenario UE*).

 

b) Conclusione

 

In definitiva, il futuro dell'Europa è nelle nostre mani:

  • Se non facciamo nulla, l'UE continuerà a lottare per l'Unione sempre più integrata, più forte e più ampia - e in definitiva per l'USE - con tutti i mezzi alla sua disposizione, senza offrire a noi cittadini l'opportunità di pronunciarci nei referendum!
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  • L'alternativa a questa potenza mondiale USE potrebbe essere un'Europa democratica, diversificata, prospera e sostenibile che deve brillare in tutto il mondo per la democrazia, la pace, la libertà, i diritti civili e umani.

 

Tuttavia, questo sarà solo possibile se noi cittadini ci impegniamo in milioni, imperturbabilmente, e ovunque in Europa!